L’organizzazione sindacale trae la sua matrice storica dalla “Questione Sociale” ovvero dal conflitto fra le classi sociali, fra i lavoratori e i datori di lavoro. Tale conflitto ebbe origine in Inghilterra sin dagli inizi della rivoluzione industriale (fine del 1700), come conseguenza dello sfruttamento da parte degli imprenditori delle nuove invenzioni tecnologiche, che provocarono una forte disoccupazione ed una concorrenza nell’offerta di lavoro da favorire le più ingiuste imposizioni di condizioni di lavoro e lo sfruttamento a bassi costi delle forze di lavoro. A tutela dei prestatori nasce e si sviluppa l’organizzazione sindacale, come strumento di tutela degli interessi collettivi dei lavoratori, basato sulla partecipazione congiunta di tutti i prestatori di lavoro per contrastare il predominio economico dei datori nel conflitto fra classi. La nascita del sindacalismo moderno viene individuata intorno alla prima metà dell’ottocento epoca nella quale in Europa sorgono le prime associazioni sindacali, vanno ricordate le “Trade Unions” inglesi. Tradizionalmente si fa risalire la nascita delle prime organizzazioni sindacali alle Corporazioni Mediovali delle Arti e dei Mestieri. In Italia la nascita e lo sviluppo degli organismi sindacali incontrò molte difficoltà rispetto agli altri paesi europei, solamente alla fine dell’ottocento con la nascita del movimento socialista rivoluzionario il sindacalismo italiano si andò evolvendo favorito dalla raggiunta Unità Nazionale che diede un rapido processo di industrializzazione. Così accanto alle Società di Mutuo Soccorso sorsero le Società di Miglioramento che si ponevano l’obiettivo di associare alla vecchia formula assistenzialista una componente di confronto tra le classi sociali dei capitalisti e salariati. Per dare maggiore efficacia alle proprie rivendicazioni la classe lavoratrice usò lo “sciopero” come arma politica dando vita alla Società di Resistenza in seno alle quali si discusse sull’opportunità di creare degli organismi di coesione fra le organizzazioni dei lavoratori.

Il sindacalismo italiano si evolve solo nel 1922 con la nascita del corporativismo che poggiava le sue radici nella “Fondazione dei Fasci Italiani di Combattimento” che furono fondati in Piazza S. Sepolcro il 23/03/1919 (Sansepolcrismo). I Fasci di Combattimento servirono a legare i socialisti interventisti, i futuristi, gli ex arditi e i sindacalisti rivoluzionari. Il sindacalismo corporativo avanzò numerose proposte di riforme sociali in senso progressista come la socializzazione delle imprese e dei mezzi di produzione. Nel 1922 si costituì la Confederazione Nazionale delle Corporazioni Sindacali. La dottrina sindacale corporativa implicava la nascita di un unico e grande organismo sindacale di diritto pubblico per ciascuna parte contrattuale. La legge 563/1926 determinò l’istituzione di due soli associazioni contrapposte quella dei datori di lavoro e quella dei lavoratori, tra le quali vi dovevano essere relazioni improntate alla collaborazione e alla cooperazione per l’interesse superiore dell’economia nazionale, obiettivo acclarato dallo Stato per eliminare il conflitto tra le classi (la cosiddetta lotta di classe) realizzando la pacificazione sociale necessaria al raggiungimento del progresso morale e civile della Nazione. La legge sopra enunciata recante la disciplina giuridica dei rapporti collettivi di lavoro fissava come principio basilare il riconoscimento giuridico dei sindacati come persone giuridiche pubbliche. L’ordinamento corporativo si caratterizzò come un intervento evolutivo e progressivo dello Stato nei rapporti sindacali mediante la creazione di un sistema sindacale e contrattuale pubblicistico vincolato all’interesse nazionale. La dottrina ufficiale del corporativismo era espressa nella “Carta del Lavoro”, di cui i sindacati erano i principati destinatari, in quanto ad essi competeva dare concreta attuazione all’assetto dei rapporti sindacali e di lavoro in essa contenuti. Da questi valori, dal dopo guerra agli anni 70, nacque l’organizzazione sindacale chiamata “Confederazione Italiana Sindacati Nazionali dei Lavoratori” (CISNAL) di ispirazione neo-corporativa, aderente al Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale, da cui oggi negli anni 90 a seguire scaturì l’Unione Generale del Lavoro (U.G.L.) che si ispira agli ideali della CISNAL e ai valori della destra italiana.

Il Segretario Provinciale U.G.L. – SanitàDr. Ditta Vito