Le tre organizzazioni sindacali, CGIL-CISL e UIL hanno mantenuto nel corso degli anni, dal dopo-guerra fino al 2009, una certa unitarietà, continuando ad agire congiuntamente, mantenendo una unità sindacale di fatto che si è affermata in sede negoziale.

In opposizione alle attività delle tre storiche Confederazioni sindacali si è sempre opposta in alternativa l’U.G.L., che ha marcatamente definito le sue posizioni sulla contrattazione collettiva in contrasto con le politiche di sinistra, di appiattimento e livellamento dei lavoratori, senza tenere conto della meritocrazia e delle capacità meritocratiche raggiunte dai singoli lavoratori.

Sennonchè nella difficile fase congetturale di questi ultimi anni si è maturata un contrasto all’interno delle tre sigle sindacali ed un avvicinamento da parte della CISL e della UIL all’U.G.L. rispetto alla CGIL.

Infatti le prime incrinature si sono verificate in occasione delle trattative per l’Azienda ALITALIA, in procinto di fallimento e del relativo accordo congiunto tra CISL, UIL e U.G.L. dopo le pesanti accuse assunte dalla CGIL.

La definitiva rottura dell’unità d’azione si è avuta con la stipulazione dell’Accordo Quadro sulla Riforma degli Assetti Contrattuali, il 22/01/09, con cui sono state riscritte le regole e le procedure della negoziazione e della gestione della contrattazione collettiva.

L’elemento di discontinuità rispetto al precedente Accordo del 1993 sta nel fatto che le nuove regole non sono condivise dalla CGIL che non ha sottoscritto il nuovo Accordo, ma condivise pienamente e sottoscritte dall’U.G.L..

La CISL, la UIL e l’U.G.L. hanno dato giudizio positivo sul provvedimento, mentre la CGIL lo ha criticato e non ha firmato l’avviso che i tre sindacati sopraindicati hanno concluso con il Governo, ponendosi in una posizione di netto distacco rispetto ai due alleati, CISL e UIL e in netta opposizione all’U.G.L. che ha condiviso sostanzialmente l’intero Accordo sulla Riforma contrattuale.

Un ulteriore partecipazione attiva dell’U.G.L. si è avuta in occasione dell’approvazione della Legge del 04/11/10, n°183  cd. “Collegato lavoro”, con il quale si opera un importante riforma della disciplina del lavoro : Aspettative e permessi, lavori usuranti, ammortizzatori sociali, servizi per l’impiego, misure contro il lavoro sommerso, contraversie di lavoro (proposte dall’U.G.L.).

Con la condivisione dell’U.G.L. si apportano, infatti, importanti modifiche alla disciplina del processo del lavoro (art. 409 ss. C.P.C.) delineando un complesso sistema di procedure conciliative e di arbitrato finalizzato a semplificare il carico di contenziosi dinnanzi al Giudice del Lavoro, mediante una più rapida definizione extragiudiziale della controversia.

La Legge 183/10 sottoscritta dall’U.G.L. insieme alla CISL e alla UIL si inserisce in una nuova fase del diritto del lavoro e del sindacalismo italiano, in cui sembrano essere messi in discussione i capisaldi tradizionali del diritto del lavoro e si rimoduli il rapporto tra le sue fonti, che era basato sul consolidato ed efficace equilibrio tra legge, contrattazione collettiva e autonomia individuale, quest’ultima, oggi, è sottoposta al contratto collettivo che non può derogare alla legge se non per disposizioni maggiormente favorevole al lavoratore.

Nell’ottica sindacale ci si può limitare ad osservare che, mentre l’U.G.L., la CISL e la UIL offrono spazi di dialogo con l’azione governativa, la CGIL è in posizione di costante critica con il rischio dell’isolamento derivante dal modello conflittuale e dalla paventata possibilità di essere estromessi dalla contrattazione collettiva.

L’U.G.L. appare maggiormente orientato verso il modello di sindacato di servizio e partecipazione mentre la CGIL assume sempre più il ruolo di supplente sindacale della politica dei partiti di sinistra.

All’interno del sindacalismo si sono venute a formare due opposte linee di opposizione, una che era esclusivamente della CISNAL oggi U.G.L., ossia una Linea d’Azione Partecipativa e Cooperativa, condivisa adesso anche dalla CISL e dalla UIL e poi vi è la Linea Conflittuale, l’andare contro tutto anche in senso anti-storico, non tenendo conto dello sviluppo sociale ed economico della Nazione dove quotidianamente emergono problematiche del tutto nuove, considerato che la prassi delle relazioni industriali è ormai caratterizzata con chi è propenso a confrontarsi, a dialogare e a proporre delle modifiche sostenibili.

La Riforma della contrattazione collettiva ha determinato la rottura della linea d’azione unitaria tra CGIL, CISL e UIL dando un maggiore impulso alle altre organizzazione sindacali minoritari e particolarmente ad una partecipazione attiva dell’U.G.L.

Il Segretario Provinciale U.G.L. – Sanità – Dr. Ditta Vito